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Una storia lunga un secolo

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Ovvero come tutto è cominciato...

Sedriano, anno 1919. Un piccolo paesino immerso nel verde dei campi e circondato da canali e fontanili, a pochi chilometri da Milano. Non era passato nemmeno un anno dalla fine della prima guerra mondiale, l’economia era devastata, le famiglie piegate da un’esistenza fatta di sacrifici e duro lavoro nei campi e per di più si era nel pieno della grande epidemia di influenza spagnola.

Cosa fare in questa situazione? Ma è ovvio, fondare una banda musicale!

In realtà, nonostante le difficoltà sopra descritte, la società era probabilmente vivace e piena di speranza per un futuro migliore. Lo testimonia la presenza sul territorio di Sedriano di numerose realtà associative, nate per rispondere alla necessità di solidarietà e di autodifesa del mondo del lavoro. Tra le altre, c’erano il Circolo Famigliare “L’Avvenire”, la Cooperativa di Consumo “La Speranza”, il Circolo “S.Sebastiano” e la Società di Mutuo Soccorso fra Operai e Contadini. Furono proprio questi a dar vita ad un corpo di musica, che fu costituito ufficialmente il 15 giugno del 1920. Almeno, questo è ciò che è scritto su quello che probabilmente è il primo statuto del Corpo Musicale Sedrianese, recentemente ritrovato in qualche polveroso archivio da Pietro Garegnani.

Qui incombe la prima, terribile domanda: ma quindi, la nostra banda è stata fondata nel 1919, come da sempre vuole la tradizione orale e come riportato nella home page di questo sito, o nel 1920, come scritto nero su bianco su questo statuto? Può darsi siano valide entrambe le risposte: forse i valorosi proto-bandisti Sedrianesi iniziarono a ritrovarsi informalmente nel 1919, per poi formalizzare la cosa l’anno successivo… Impossibile saperlo, ciò che è certo è che quello fu l’inizio di una meravigliosa avventura che continua ancora oggi!

Ma torniamo al momento eroico della fondazione. Qualunque fosse l’anno, i nostri valorosi bisnonni si trovarono di fronte al primo, forse insormontabile problema: fatta la banda, si dovevano fare i bandisti… Come trasformare un gruppo di operai e contadini in gente in grado di leggere uno spartito ed emettere note abbastanza intonate? Un problema che farebbe tremare i polsi a qualunque dirigente d’azienda di oggi. Per fortuna, i nostri bisnonni avevano ben altra tempra… ed ecco che rapidamente venne costituita una scuola di musica, diversi Sedrianesi impararono miracolosamente a strimpellare trombe, tromboni e sassofoni e ben presto la nostra neonata banda iniziò a fare quello che ancora oggi fa: tenere concerti e spettacoli, partecipare a manifestazioni civili e religiose e insegnare a suonare a tante persone. In poche parole: diffondere cultura musicale.

 

Lo statuto del CMS

Ed è proprio durante queste manifestazioni che vediamo la nostra banda immortalata nelle prime foto. Sono questi i pochi documenti originali che rimangono di quegli anni: oltre ad esse e al famoso statuto, è ancora conservato presso la nostra sede un orario delle lezioni stampato e datato 15 luglio 1923. Negli anni successivi, durante il ventennio fascista, la Banda passò (come tantissime altre associazioni) sotto l’egida dell’Opera Nazionale Dopolavoro e ad essa fu affiancata una Fanfara dei giovani fascisti, con la quale era solita partecipare alle numerose (ed obbligatorie) manifestazioni di regime. Pare che in quel periodo il Maestro fosse il signor Serafino Valisi di Magenta.

Il CMS negli anni '20

Anni '20: il Corpo Musicale Sedrianese in una delle sue prime esibizioni.

Il CMS negli anni '20

Anni '20: il Corpo Musicale Sedrianese accompagna una delle numerose celebrazioni di ex-combattenti della guerra del '15-'18.

Purtroppo, proprio per colpa delle funeste dittature che andavano di moda a quei tempi, ombre minacciose si addensavano sui cieli dell’Europa: nel 1940, allo scoppio della seconda guerra mondiale, il Corpo Musicale Sedrianese cessò ogni attività perché molti suoi componenti furono chiamati alle armi e, invece di imbracciare un clarinetto o un trombone, furono costretti a tenere in mano strumenti molto più mortali.

Il 1945 portò, assieme alla tanto sospirata pace, il desiderio di ricominciare una vita serena, pur tra le mille difficoltà del dopoguerra. Era forte il sentimento di speranza che soffiava tra le macerie, forse, la consapevolezza che la pace e la democrazia avessero trionfato diede nuovo vigore ai nostri bandisti: il Corpo Musicale Sedrianese, nonostante fosse stato colpito duramente, cercò faticosamente di riprendere la sua attività. Grazie al sostegno della popolazione e di alcuni dei primi imprenditori di quegli anni si poterono acquistare nuovi strumenti e riparare quelli vecchi e ben presto fu possibile sfilare di nuovo per le vie del paese. Gli anni cinquanta videro importanti novità: sotto la guida del nuovo presidente signor Piero Barbaglia la Banda ebbe finalmente una vera e propria divisa, inaugurata il 29 agosto 1954. Nello stesso anno, dopo più di vent’anni di servizio, Serafino Valisi lasciò l’incarico di Maestro al Cavalier Vincenzo Miele, che avrebbe diretto per quasi trent’anni il Corpo Musicale Sedrianese in innumerevoli concerti, salutati da un pubblico sempre numeroso e orgoglioso della “sua” Banda.

1954, oratorio San Luigi di Sedriano: inaugurazione della nuova divisa.

Fu in quel periodo che l’attività artistica del Corpo Musicale assunse connotati ben precisi che durano tuttora: accanto ad esibizioni in cui venivano proposti brani impegnativi, tratti dal repertorio sinfonico ed operistico, c’era la gioiosa partecipazione alle festività civili e religiose e la presenza rassicurante ad ogni occasione di festa, dal giorno di Sant’Angelo alla notte di Natale. Proprio questo è il fine di ogni banda: essere vicina alla propria comunità.

Ma nel dopoguerra, qualcosa era cambiato: non c’era più la scuola di musica… e questo rappresentava un problema cruciale, mano a mano che i “vecchi” bandisti scomparivano e non venivano più sostituiti. Sarebbe stata la fine del nostro Corpo Musicale Sedrianese? Per fortuna, in questi momenti eccezionali, entrano in gioco persone altrettanto speciali.

Dovete sapere che il presidente Piero Barbaglia aveva due figli: Angelo e Marco. Due vere colonne, clarinettisti portentosi e intrepidi in grado di affrontare senza paura qualunque arrangiamento e di sostenere quasi da soli interi concerti sinfonici che metterebbero a dura prova un’intera sezione di violini, viole e violoncelli. Angelo e Marco hanno suonato ininterrottamente dal dopoguerra fino ai primi anni 2000, senza mai perdere un colpo.

Angelo e Marco Barbaglia

I fratelli Angelo (a destra) e Marco Barbaglia, colonne portanti del Corpo Musicale Sedrianese. In particolare, Angelino Barbaglia è stato il fondatore della moderna scuola allievi.

Angelo Barbaglia (scomparso nel 2013), oltre a suonare, aveva un altro talento speciale: fu lui a fondare (insieme a Pino Gambini) una nuova scuola allievi negli anni ’70, scuola che è tuttora operativa. Questa procurò numerose adesioni di giovani e permise alla Banda di continuare nel migliore dei modi la sua attività.

Impossibile contare quanti hanno imparato a leggere un pentagramma sotto la sua guida. Angelo era il terrore dei clarinettisti: se avevi un’ancia molle, questa finiva immediatamente nel cestino, irrimediabilmente spezzata in due senza nessuna pietà (per chi non lo sapesse, l’ancia è quella piccola linguetta di legno di canna che, vibrando, emette il suono di numerosi strumenti a fiato: se è troppo “molle” il suono può risultare scadente). Angelino aveva anche un orecchio portentoso, quasi bionico: guai a sbagliare un diesis o un bemolle se lui si trovava nelle vicinanze, o anche solo nello stesso edificio. Se ne accorgeva immediatamente e subito una tagliente frase in dialetto riconciliava il malcapitato con il circolo delle quinte. Soprattutto, Angelino Barbaglia ha donato a tanti qualcosa di speciale: ha insegnato ad amare la musica, e a praticarla.

Gli anni ottanta e novanta videro, sotto la guida del presidente signor Filippo Bardelli e del professor Vincenzo Cammarano, divenuto Maestro dopo la scomparsa, nel 1980, del Cavalier Vincenzo Miele, un crescendo sia quantitativo che qualitativo delle attività della Banda, esibitasi, tra gli altri posti, a Pesaro, presso il salone delle Marche Musicali e in piazza San Carlo a Torino nel 1985, durante l’anno europeo della musica. Da non dimenticare inoltre i primi concerti con cantanti lirici, le esibizioni presso il teatro “Rosetum” di Milano, la registrazione di un primo compact disc e tante altre cose.

Fine anni '80, primi anni '90: il Corpo Musicale Sedrianese posa per una foto ricordo. Si riconoscono il presidente Filippo Bardelli (prima fila, secondo da sinistra), il Maestro Prof. Vincenzo Cammarano (prima fila, quinto da sinistra) e Angelo Barbaglia (prima fila, primo a destra).

Nel 1999 l’incarico di Maestro è stato assunto da Paolo Mella, cresciuto alla scuola di Angelino Barbaglia e specializzatosi con studi successivi. Negli ultimi vent’anni anni il Corpo Musicale Sedrianese si è esibito a Milano in occasione delle numerose feste di quartiere (Corso XXII marzo, durante le celebrazioni per le cinque giornate di Milano, Viale Padova, Via MacMahon, quartiere Rosetum), ha suonato di fronte a migliaia di persone in occasione della marcia della pace Perugia-Assisi (ottobre 2001), ha collaborato alla realizzazione di una puntata di “Scherzi a parte”, ha partecipato a diversi concorsi bandistici (due edizioni del concorso organizzato dall’Associazione Bergamasca Bande Musicali a Grumello del Monte, concorso ENEL-AMBIMA a Milano), ha pubblicato un nuovo CD (“Due secoli di bande”, con musiche di Rossini, Mascagni, Holst e tanti altri, dedicato alla storia e all’evoluzione della musica bandistica negli ultimi due secoli), ha suonato a Firenze in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, ha organizzato conferenze e laboratori dedicati ai più svariati argomenti musicali, ha collaborato (e collabora tuttora) con le scuole primarie ed ha portato alcune grandi produzioni musicali nelle piazze: i “Carmina Burana” di Carl Orff nel 2016 e la rappresentazione integrale dell’opera di Mascagni “Cavalleria Rusticana”, con orchestra di fiati, coro e cantanti solisti, nel 2018.

Il Corpo Musicale Sedrianese ha compiuto cento anni: sono tanti, per una associazione. Cosa ci riserverà il futuro?